Il percorso di terapia inizia con una fase di consultazione (3 sedute) dove viene definito il disagio presentato dal paziente e in seguito continua con un percorso terapeutico volto al raggiungimento degli obiettivi scelti.
Possono essere diversi i motivi che spingono una persona a contattare uno psicoterapeuta:
oppure più nello specifico soffriamo di attacchi di panico, stress, disturbi del sonno-veglia, ansia, depressione, fobie, disturbi alimentari, problematiche relazionali, dipendenze, problematiche sessuali, traumi, elaborazione del lutto, problemi di autostima.
A volte è difficile per la persona individuare la causa del proprio malessere come è difficile trovare un nome o dare un senso a quello che sentiamo.
Le prime 3 sedute di consultazione servono proprio a questo: esplorare cosa sente il paziente, aiutarlo a fare chiarezza e costruire insieme degli obiettivi di benessere.
La frequenza è di solito settimanale o quindicinale e la durata complessiva del percorso terapeutico dipende dagli obiettivi che il paziente vuole raggiungere.
Ci sono terapie che si concludono dopo pochi mesi e altre che durano alcuni anni.
Lo psicoterapeuta è un “compagno di viaggio” del paziente, è al suo fianco. Il timone lo tiene il paziente, è lui che decide, dopo aver esplorato e preso consapevolezza dei propri bisogni, cosa cambiare di sé e con quali tempi. Lo psicoterapeuta aiuta la persona a mantenere la rotta verso l’obiettivo concordato e lo aiuta a costruire risorse, competenze e strategie affinché sia in grado di trovare la direzione giusta per sé.
Iniziare un percorso di psicoterapia vuol dire fare una scelta: prendersi cura di sé.
Solitamente il primo contatto avviene al telefono, il paziente accenna al motivo della chiamata e il terapeuta da alcune informazioni circa la sede dello studio, la tariffa e il modo in cui è solito lavorare.
Paziente e terapeuta si siedono uno di fronte all’altro e parlano del problema o del motivo per cui il paziente si è rivolto a uno specialista. Il primo incontro è un incontro conoscitivo, di accoglienza del problema e un momento di informazione rispetto alle modalità di lavoro.
I primi 3 incontri servono al terapeuta per comprendere al meglio le difficoltà del paziente e per capire se si instaura un rapporto di collaborazione e fiducia reciproci. I primi 3 incontri servono soprattutto al paziente: è il paziente infatti che “sceglie” il terapeuta. È indispensabile che il paziente si trovi bene con il terapeuta, si senta accolto e a proprio agio nel suo studio e in sua presenza, insomma è importante che “a pelle” gli piaccia. Se, per qualsiasi motivo, il paziente non sente che si sta instaurando un rapporto di fiducia può chiedere un altro nominativo e sarà cura del terapeuta fornire il nome di un altro specialista.
Il percorso di terapia prevede un contratto, cioè un accordo rispetto agli obiettivi che il paziente si pone e le modalità di lavoro offerte dal terapeuta. In questo modo paziente e terapeuta sono entrambi consapevoli del percorso che stanno facendo.
Di solito la frequenza è settimanale o quindicinale e la durata di una seduta è di circa 50 minuti. La durata complessiva della terapia dipende dall’obiettivo che il paziente vuole raggiungere. Ci sono terapie che si concludono dopo pochi mesi e altre che durano alcuni anni. Il paziente può decidere in qualsiasi momento di terminare la terapia.